Terza edizione del Gateway Gulf a novembre 2025

Il Gateway Gulf – Investment Forum torna nel 2025 con la sua terza edizione, confermandosi come uno degli appuntamenti centrali per la ridefinizione degli equilibri economici e commerciali tra Medio Oriente, Europa e Asia. Organizzato dal Bahrain Economic Development Board (EDB), l’evento riunisce stakeholder istituzionali, fondi sovrani, multinazionali e investitori in un contesto a inviti che favorisce relazioni dirette e scambi strategici. Questo articolo analizza il ruolo economico del Bahrain, la struttura dell’evento, i riflessi per l’export italiano, il potenziale per il Made in Italy e le implicazioni future in ottica di diplomazia commerciale, integrazione produttiva e posizionamento industriale.

Terza edizione del Gateway Gulf e relazioni economiche internazionali

La terza edizione del Gateway Gulf rappresenta un acceleratore di cooperazione economica multilaterale tra Europa, Asia e Golfo Arabo.

L’iniziativa si inserisce nel contesto delle trasformazioni delle catene globali del valore e delle nuove direttrici degli investimenti transnazionali, segnati da dinamiche di friendshoring, reshoring e regionalizzazione produttiva. Il Bahrain si propone come punto di connessione tra i mercati maturi e le economie emergenti dell’Asia Meridionale e dell’Africa Orientale, sfruttando la propria posizione geografica e gli accordi multilaterali attivi con USA, Unione Europea e Paesi GCC.

Durante il forum vengono trattati temi relativi a:

  • digitalizzazione dei processi produttivi e supply chain resilienti;
  • investimenti infrastrutturali e logistica integrata;
  • finanza verde, transizione energetica e capitali ESG-compliant;
  • accesso al mercato per prodotti agricoli trasformati, sistemi industriali e tecnologie per smart cities.

Il Gateway Gulf non è un evento fieristico, ma un tavolo strategico multilaterale che alimenta processi di policy coordination tra soggetti privati e autorità sovrane.

Terza edizione del Gateway Gulf e attrattività del Bahrain per gli investitori

Il Bahrain, attraverso il Gateway Gulf, rafforza il proprio posizionamento come hub per investimenti diretti esteri nei settori industriali, tecnologici e logistici.

Il Paese è dotato di una legislazione pro-investitori basata su ownership straniera al 100% in numerosi settori, regime fiscale favorevole (assenza di imposte su reddito personale, dividendi e capital gain), e un framework normativo conforme agli standard OCSE in materia di trasparenza e antiriciclaggio.

I punti di forza della giurisdizione includono:

  • tempi brevi per l’incorporazione societaria ( per soggetti regolamentati);
  • presenza di zone economiche speciali e cluster settoriali (fintech, logistica, agroindustria);
  • integrazione con la rete infrastrutturale saudita, tramite il King Fahd Causeway;
  • adesione a oltre 50 accordi internazionali contro la doppia imposizione;
  • presenza di sistemi di arbitrato commerciale e tutela della proprietà intellettuale secondo standard UNCITRAL/WIPO.

Il Bahrain è l’unico Paese del Golfo ad aver stipulato un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti (U.S.–Bahrain FTA), posizionandosi come avamposto strategico per l’accesso ai mercati nordamericani, senza vincoli tariffari su numerose categorie merceologiche.

Terza edizione del Gateway Gulf e settori di investimento strategico

La terza edizione del Gateway Gulf identifica alcuni comparti prioritari per gli investimenti produttivi e tecnologici ad alto valore aggiunto.

L’attenzione è rivolta a settori coerenti con i piani di diversificazione economica previsti dai documenti strategici del GCC, come Vision 2030 (KSA), Centennial 2071 (UAE) e Bahrain Economic Vision 2030. I comparti chiave includono:

  • energia pulita e tecnologie per la decarbonizzazione;
  • manifattura avanzata e automazione industriale;
  • infrastrutture digitali, data center e cybersecurity;
  • servizi finanziari innovativi e open banking;
  • biotech, nutraceutica e filiere agroalimentari integrate.

Il forum favorisce la nascita di joint venture cross-border, l’accesso a fondi sovrani e la definizione di progetti greenfield in collaborazione con enti locali. Particolare rilevanza viene data agli investimenti sostenibili in linea con i criteri ESG, requisito sempre più vincolante nei programmi di procurement pubblico e nei flussi finanziari multilaterali.

Terza edizione del Gateway Gulf e opportunità per il Made in Italy

La terza edizione del Gateway Gulf costituisce una piattaforma utile per il riposizionamento del Made in Italy in Medio Oriente.

Le imprese italiane possono intercettare la domanda di prodotti ad alta intensità di know-how nei settori agroalimentare, meccatronico, moda-sostenibile, arredo contract e tecnologie per la smart agriculture. Il valore aggiunto italiano, basato su design, manifattura specializzata e sostenibilità ambientale, trova piena coerenza con le traiettorie di consumo e investimento del Golfo.

L’interesse del mercato arabo per soluzioni integrate e beni premium è crescente, soprattutto in:

  • soluzioni per hospitality di fascia alta (arredo, illuminotecnica, domotica);
  • impiantistica e machinery per la trasformazione alimentare;
  • packaging sostenibile e tracciabilità alimentare;
  • filiera vitivinicola ed export halal-compliant;
  • cosmetica naturale, dermocosmesi e farmaceutica vegetale.

Il progetto Terrae d’Italia supporta la penetrazione industriale e culturale del Made in Italy nel Golfo, creando una piattaforma di raccordo tra PMI italiane, investitori locali e cluster strategici dell’area MENA.

Terza edizione del Gateway Gulf e scenari futuri per le relazioni euro-golfiche

Il Gateway Gulf 2025 rafforza il paradigma della diplomazia economica multilaterale come strumento di integrazione produttiva e finanziaria tra Europa e Golfo.

Gli sviluppi futuri si articolano su almeno cinque assi operativi:

  1. Rafforzamento delle reti logistiche multimodali e dei digital trade corridors transcontinentali;
  2. Incentivazione di modelli produttivi condivisi (contract manufacturing, licensing, export consortia);
  3. Attivazione di strumenti di mitigazione del rischio (assicurazioni SACE, strumenti EIB e BEI, arbitrati ICC);
  4. Allineamento normativo e doganale tramite convenzioni bilaterali e riconoscimenti reciproci di conformità (ex. CE, ISO, HACCP);
  5. Integrazione progressiva dei sistemi finanziari attraverso sandbox fintech, protocolli open banking e tokenizzazione di asset produttivi.

Il Bahrain si configura come avamposto negoziale e regolamentare, capace di anticipare le evoluzioni giuridiche e operative necessarie per sostenere partenariati industriali sostenibili tra aziende europee e controparti arabe. La terza edizione del Gateway Gulf segna un passaggio strutturale nella costruzione di una nuova geoeconomia euro-medio orientale fondata su reciprocità, trasparenza e innovazione.