Agritech: sostenibilità, ricerca, innovazione, tecnologie abilitanti, filiere agroalimentari

Agritech e sostenibilità agricola nel Green Deal europeo

Agritech è una componente funzionale della strategia Green Deal (COM2019 640 final), finalizzata alla decarbonizzazione e alla rigenerazione delle risorse naturali nel settore agricolo.

Il documento ufficiale dell’Unione Europea individua l’agricoltura come settore prioritario per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e per garantire il ripristino del capitale naturale.

La strategia Farm to Fork rappresenta lo strumento attuativo del Green Deal per il comparto agroalimentare, promuovendo interventi lungo tutta la catena di valore, dalla produzione primaria alla distribuzione.

I principi della strategia si fondano su tre obiettivi sistemici:

  • fornire alimenti sani, sicuri e sostenibili per l’intera popolazione;
  • implementare la piena circolarità dei sistemi agricoli e alimentari;
  • ripristinare la biodiversità e la diversità culturale nei modelli agricoli europei.

Agritech si configura come vettore operativo per abilitare la transizione ecologica, mediante l’adozione di strumenti digitali, processi rigenerativi e soluzioni adattive orientate all’efficienza idrica, energetica e del suolo.

Programmi di ricerca Agritech e integrazione multidisciplinare

Il programma Agritech ha come finalità principale la costituzione di una piattaforma di ricerca multidisciplinare e trans-istituzionale per la trasformazione sostenibile dell’agricoltura europea.

La progettazione si basa su un’infrastruttura integrata tra università, centri di ricerca, enti pubblici e imprese, in linea con le raccomandazioni del 5° rapporto SCAR (“Resilience and Transformation”, Commissione Europea).

I pilastri della programmazione comprendono:

  • aggregazione di competenze scientifiche di alto livello in ambiti complementari;
  • condivisione e interoperabilità di infrastrutture e attrezzature di ricerca avanzata;
  • applicazione di modelli collaborativi per la co-progettazione con le imprese agricole;
  • validazione su scala territoriale delle soluzioni sperimentali e innovative.

L’ambizione programmatica è superare l’approccio settoriale, strutturando un’agenda integrata in grado di affrontare simultaneamente le sfide della produzione alimentare, del cambiamento climatico e dell’equità sociale nel comparto agricolo.

Tecnologie abilitanti (KET) e transizione digitale nel settore Agritech

Le tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies – KET) costituiscono il nucleo operativo del paradigma Agritech, in quanto permettono l’integrazione tra sostenibilità, produttività e digitalizzazione.

Tra le KET adottate nel settore agricolo si annoverano:

  • robotica e automazione per la riduzione del lavoro manuale e l’ottimizzazione delle risorse;
  • intelligenza artificiale e machine learning per l’analisi predittiva e la gestione dei dati agricoli;
  • sensori IoT e tecnologie di precision farming per il monitoraggio in tempo reale di suolo, acqua e colture;
  • biotecnologie per lo sviluppo di varietà vegetali resilienti e adattive;
  • big data e blockchain per la tracciabilità delle filiere e la trasparenza contrattuale.

L’impiego sistemico delle KET consente di migliorare l’efficienza energetica, ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare il ciclo produttivo lungo tutte le fasi della filiera.

La selezione e l’adattamento delle tecnologie avviene in funzione delle caratteristiche agro-climatiche dei territori e delle tipologie colturali predominanti.

Filiere agroalimentari resilienti e collaborazione tra ricerca e imprese

Il modello Agritech promuove la resilienza economica e operativa delle filiere agroalimentari attraverso la co-progettazione tra enti di ricerca e imprese agricole.

La cooperazione pubblico-privata ha tre finalità operative:

  • valutare l’applicabilità delle innovazioni su scala aziendale;
  • trasferire soluzioni validate in ambienti reali;
  • sviluppare modelli replicabili su scala territoriale o settoriale.

Le filiere coinvolte vengono selezionate sulla base di requisiti minimi di tracciabilità, capacità organizzativa e potenziale di impatto sociale e ambientale.

Gli strumenti contrattuali adottati includono convenzioni quadro, contratti di ricerca applicata e patti territoriali di innovazione agricola.

Il modello di filiera resiliente è caratterizzato da:

  • distribuzione equa del valore generato lungo la catena produttiva;
  • capacità di adattamento a shock climatici, normativi o di mercato;
  • presenza di indicatori ESG misurabili e auditabili.

Capitale umano e formazione specialistica per la trasformazione Agritech

La formazione specialistica è una componente indispensabile per garantire l’efficacia e la sostenibilità a lungo termine del sistema Agritech.

I percorsi formativi sono progettati per creare una nuova generazione di professionisti con competenze trasversali in:

  • scienze agrarie e ambientali;
  • tecnologie digitali e automazione;
  • project management agroindustriale;
  • normativa agroalimentare e diritto rurale.

Le modalità formative includono corsi universitari, master professionalizzanti, tirocini aziendali e programmi congiunti di dottorato con enti di ricerca europei.

Gli output attesi sono:

  • accrescimento delle competenze tecniche nei contesti agricoli locali;
  • rafforzamento della cultura dell’innovazione nella governance agricola;
  • supporto alle politiche pubbliche con personale qualificato e aggiornato.

La disponibilità di capitale umano qualificato è condizione necessaria per l’attuazione delle politiche europee in materia di agricoltura sostenibile e digitalizzazione delle campagne.